Per evitare il caldo partiamo presto, prestissimo, al punto che in cima al Gran San Bernardo (2473 mt) alle 9.30 troviamo ancora neve ed il laghetto ghiacciato, e qualche brivido di freddo ci accompagna nei primi chilometri della discesa. Purtroppo nel risalire la valle parallela fino al lago di Place Moulin, sito ai piedi del Cervino, il caldo torna a farsi sentire, ma piano piano, pedalata dopo pedalata, riusciamo a concludere anche la terza tappa di questa ciclovacanza. Fa caldo e siamo stanchi, non mi interessa più di tanto che il Giro passi proprio per Aosta, ma quando scopro che passano davanti al portone del condominio decido di scendere in strada cinque minuti. Ma solo perchè c'è l'ascensore.
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domenica 22 maggio 2022
giovedì 10 maggio 2018
Nuove tecnologie
Devo essere sincero, una arrivo in salita come quello odierno non mi era ancora capitato di seguirlo in questa maniera (anche se, ovviamente, sono riuscito a prestare attenzione solo all'audio).
giovedì 26 maggio 2016
Giro d'Italia
Da tanti anni seguo il Giro d'Italia con un certo distacco, guardo qualche immagine e la classifica ma non riesco più ad appassionarmi come ai tempi di Chiappucci e Pantani. Però pedalare nelle strade dove pochi giorni fa sono i passati i professionisti, con striscioni ed addobbi rosa di ogni tipo ha un fascino davvero inimitabile.
sabato 22 maggio 2010
Il Giro sul Monte Grappa
I professionisti passeranno solo tra un paio d'ore, ma la strada sta per essere chiusa al traffico e, almeno in teoria, dovremmo essere gli ultimi a transitare. Scortati dalle ammiraglie siamo più di venti del team Monte Grappa Challenge a scortare Simone Temperato ( http://www.magicotempe.com ) nella sua impresa: egli scalerà infatti il versante di Semonzo del Monte Grappa con la ruota anteriore sollevata. Non ci sono parole per commentare la sua impresa; paradossalmente le parti più difficoltose solo le contropendenze dove è costretto a mantenere l'equilibro pedalando e frenando contemporaneamente. Per noi pedalatori del Grappa una bella occasione per ritrovarsi e memorizzare ulteriormente la salita che ci aspetta a metà luglio. Mi scuso ancora con i compagni per essere scappato subito una volta raggiunta la cima ma avevo impegni inderogabili... e poi così non ho preso nemmeno una goccia di pioggia !
giovedì 15 maggio 2003
Giro a Marostica
Oggi c'è l'arrivo del Giro a Marostica, con un circuito finale che prevede di ripetere 3 volte la salita della Rosina. Quale occasione migliore per vedere il gruppo ? Parto da Montebelluna e mi inserisco subito nel percorso che vedrà protagonisti i prof tra un paio d'ore. Nel percorrere quei 30 km mi sento su un'altro pianeta: il vento che straordinariamente gira a mio favore, le parti di percorso che attraversano i paesi tutte transennate, la strada appena asfaltata. Per farla breve pedalo ad oltre 40 km/h e già questo basterebbe, ma con la gente ai bordi della strada che applaude sebbene sia uno sfigato qualsiasi provoca emozioni che mi fanno quasi staccare la pelle dalla carne !E per tornare con i piedi a terra basta vedere i campioni del pedale percorrere a quella velocità in salita.
martedì 1 maggio 2001
Il Giro sul Pordoi
Ancora non mi era capitata l’occasione di seguire dal vivo una tappa del giro d'Italia. Quale occasione migliore (siamo nel 2001) per recarsi in vetta al Pordoi, dove ancora non ero stato, e dove i professionisti sarebbero passati per ben due volte. Il primo passaggio della carovana rosa è previsto intorno alle 15, così parto la mattina presto in auto e verso le 11 sono a Moena; incuriosito dal gran numero di ciclisti che si dirigono verso le cime dolomitiche scarico la bicicletta, mi cambio e mi avvio tranquillamente verso Canazei. Passa solo qualche minuto che mi vedo superare da una quindicina di ciclisti e così mi aggrego al gruppo. Poco dopo mi accorgo che a guidare le fila è nientemeno che Francesco Moser, ed io con la mia pesante mountain bike vecchia di 10 anni, vestito con pantaloncini da calcio e scarpe da ginnastica, provo una immensa soddisfazione a fare parte di questo gruppo di attrezzatissimi ciclisti con le loro fiammanti biciclette da strada. Ai piedi della salita però mi accorgo che il ritmo della compagnia è sceso notevolmente e quindi li distanzio procedendo con il mio ritmo: la strada in se non è nulla di particolarmente difficile, le pendenze non sono per nulla insidiose e non si tratta nemmeno di un passo particolarmente lungo, ma la vista verso la valle sottostante ed i monumenti naturali che ci sovrastano mi fanno capire il perché questa salita sia stata così mitizzata. Infatti ai bordi della strada vi sono due ali di folla,che fin dai primi chilometri e fino alla vetta sventolano bandiere e striscioni inneggianti al campione preferito, regalano applausi ed incitamenti a tutti coloro stanno affrontando la salita in sella ad una bicicletta; le compagnie di amici che mangiano panini con la salsiccia bevendo litri di vino e fiumi di birra ti fa sentire davvero in un'altro mondo, ti fa percepire e capire fino in fondo perché il ciclismo sia così amato dalla gente semplice.Arrivato in vetta mi concedo l'immancabile panino con salsiccia, lancio uno sguardo a fondo valle, dove già si vedono arrivare i primi atleti. Comincia a transitare la lunga carovana pubblicitaria e poco dopo le prime ammiraglie, infine i professionisti passando ad una tale velocità che riesco a distinguerne solo un paio. A questo punto preferisco tornarmene a casa subito senza aspettarli al secondo passaggio, coincidente con anche l'arrivo, sia per evitare il traffico e gli intasamenti di qualche ora dopo, che per la rigida temperatura (10 gradi) e un gelido vento cui ero impreparato che rischiano di trasformarmi in un ghiacciolo.
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