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domenica 29 marzo 2026

Campionato Italiano Gravel a Fimon (VI)

Pronti via, una curva, e in due della stessa squadra prendono il largo: non di un'altra categoria, proprio un altro sport (chiuderanno la gara con 10 -dieci- minuti di vantaggio su tutti gli altri). Nel gruppo non ha più senso scattare, quindi si procede ad andatura sostenuta ma regolare, e pian piano perdiamo i pezzi per strada, fino a restare solo in tre. Perdo le ruote nell'unico tratto in salita del penultimo giro, per rientrare dopo qualche chilometro, e staccarmi nuovamente al giro successivo. Alla fine sono 5° sul traguardo, felice di aver retto (quasi) fino alla fine.

sabato 28 febbraio 2026

Gara Gravel Due Carrare (PD)

Pronti via e in due se ne vanno subito, e dietro comincia una serie di scatti seguiti da momenti in cui si pedala lentissimi; è una situazione che soffro tantissimo, così provo a scattare e non mi viene dietro nessuno. Resto da solo per 8 km, prima di essere raggiunto da un terzetto che è riuscito a sganciarsi dal gruppo. Procediamo ad alta velocità, con cambi regolari, finché a tre chilometri dal traguardo cominciamo a vedere in lontananza i fuggitivi della prima ora; gli altri accelerano (andranno poi a riprenderli per batterli in volata) ed io perdo le ruote, non avendo più gambe nè rapporti (la corona anteriore era quella da ciclocross, troppo corta per pedalare sopra i 40 km/h). Chiudo sesto, felice e molto soddisfatto di questa gara.

martedì 1 aprile 2025

Fango negli occhi

Dopo la gara ha continuato ad uscirmi dello sporco dagli occhi per 48 ore !

domenica 30 marzo 2025

Campionato Italiano Gravel ACSI

Piove, il percorso è per la maggior parte su ghiaia, con la prima parte vallonata, e vi è un passaggio di 400 metri in un boschetto, dove impera il fango ed affiorano diversi sassi di grandi dimensioni. Al via siamo una quarantina, e nei primi tre giri resto nel gruppo principale, tra lo sporco sollevato da chi mi precede ed il ricucire dei buchi che si formano all'uscita del boschetto. A metà gara in due allungano e li rivedremo solo al traguardo, mentre nel primo gruppo ad ogni strappo qualcuno perde le ruote. Nel frattempo gli occhiali sono così sporchi che non vedo nulla, e sono costretto a proseguire senza, sperando che gli occhi continuino a lacrimare per far uscire la sabbia ed il fango. Nell'ultimo giro restiamo in sei ad inseguire, ma al secondo strappo le gambe non reggono un ulteriore accelerazione, ed in tre scappano; prendo il boschetto in testa per evitare rischi, e all'uscita mi accorgo che non solo gli altri due si sono staccati, ma vedo gli altri qualche centinaio di metri avanti a me. Mancano solo 4km, ci provo in tutte le maniere, ma non riesco a rientrare, chiudendo 6°. Ben oltre qualsiasi aspettativa.

domenica 23 febbraio 2025

La mia prima gara Gravel a Due Carrare (PD)

Un poco me lo aspettavo, devo essere sincero, ma ritrovarmi a correre per un'ora e mezza a 36 km/h di media, su un percorso prevalentemente sterrato, è una cosa da provare, perchè davvero è difficile da raccontare. Oltretutto la media è stata viziata da metà gara corsa in maniera tattica, con continui rallentamenti e tentativi di fuga, decisamente un martirio per le gambe. Bello, divertente ed allenante.


lunedì 12 febbraio 2024

Il bello del Gravel

Le temperature si sono (leggermente) rialzate, ma son tre giorni che piove ininterrottamente, oltretutto in questo weekend non sono previste gare di ciclocross, così inforco la bici da sterrato ed esco tre ore pedalando sulle principali ciclovie sterrate della zona. Prima sulla Treviso-Ostiglia fino a raggiungere il capoluogo, poi lungo l'Alzaia del Sile, per poi rientrare a casa seguendo stradine secondarie e l'argine del fiume Dese. Pozzanghere, fanghiglia, nuvole nere alternate a piccoli sprazzi di sole, ed un solo grande rammarico: aver avuto la lente del telefono umida che ha reso sfuocata la fotografia.

mercoledì 26 ottobre 2022

Rifugio Dal Piaz in gravel

Da Feltre (BL) raggiungo il passo Croce d'Aune (9km al 8% di media) su asfalto, per poi continuare sulla strada militare che porta fino al rifugio Dal Piaz (altri 11km al 9% di media), con i tratti meno ripidi abbastanza belli scorrevoli, ma non appena la pendenza super il 10% la strada diventa una pietraia in cui la MTB sarebbe stata decisamente più adatta. La fatica, tre forature, 3 km a piedi nel bosco, 10 km di discesa sui copertoni con entrambe le ruote bucate ed il rientro a casa con i tempi strettissimi, non cancellano la soddisfazione ed i panorami di questa splendida pedalata dolomitica. 

sabato 15 ottobre 2022

Sorgenti del Sile

Pedalata Gravel fino alle sorgenti del Sile, nel bosco dei Fontanassi (risorgive), in un ambiente veramente magico e suggestivo. Rispetto a 10 anni fa (leggi qui) ora i sentieri sono molto più marcati e varigati, e affiancati ad una fitta rete di strade sterrate ed argini che mi hanno consentito di arrivarci percorrendo pochissimo asfalto. Che poi, chissà, magari quelle stradine c'erano anche allora, ma ora pedalare con la cartina sul manubrio rende tutto più semplice. E bello.

sabato 24 settembre 2022

Salita al Piancavallo Venezia delle nevi

Oggi pedalata con David tra le dolomiti friulane e quelle bellunesi. Siamo saliti al Piancavallo per la strada Venezia delle nevi, un progetto turistico degli anni 70 rimasto abbandonato e risistemata solo in anni recenti, con un fondo asfaltato ricoperto però da parecchio brecciolino, visto che la strada è transitabile solo per pedoni e ciclisti. Da qui siamo rimasti sulla cresta fino al Cansiglio, in un mix di asfalto, cemento e strade forestali davvero molto suggestivo. Sarà stata la barretta del Lidl, ma c'erano ancora energie per salire al Monte Pizzoc (salita di mezz'ora con alcuni tratti impegnativi) ad un ritmo decisamente elevato. Divertiti, esplorato, faticato, e pazienza se siamo stati un paio d'ore in quota a 7°C, sudati e in abbigliamento estivo.

mercoledì 16 agosto 2017

Passo 5 croci

Tre foto identiche, cambia solo la bicicletta, per le mie tre salite (nel corso degli anni) nello sterrato del passo 5 croci. Se la prima volta mi era parsa un'avventura estrema e nella seconda avevo faticato parecchio, questa volta me la sono proprio goduta, grazia anche alla bici decisamente più performante delle precedenti. A questo punto il prossimo passo sarà quello di sperimentare altri versanti.

sabato 13 agosto 2016

Sentieri e strade forestali

Altro che mountain bike: per girare in un mix di sentieri, strade forestali, e qualche tratto asfaltato la bici da ciclocross di sta rivelando una piacevolissima sorpresa. In pianura si va quasi come con la bici da strada, in salita si difende benissimo, ed in discesa... bhe, lasciamo perdere ! Quest'estate ho deciso di portare con me la bici con ruote da sterrato, e sono tutt'altro che pentito della scelta, visto che sto ripercorrendo percorsi che affrontavo 20 anni fa, ma adesso riesco a godermeli veramente al meglio. (Nella foto la chiesetta delle Vederne)

sabato 7 maggio 2016

Pedalata Grevel

Partenza dalla rocca di Noale per una pedalata di 100 km la maggior parte su sterrato, passando per Montebelluna fino ad arrivare ad Asolo dove godersi un buon panino con la porchetta accompagnato da una birra, quindi ritorno via Castelfranco sempre su sentieri o strade secondarie. Tre forature, qualche errore nel percorso nonostante il GPS, la pompetta rotta, la cerniera del giubbotto andata non sono bastati a rovinarmi la giornata. Troppo belli e suggestivi certi passaggi, molto bella la compagnia e la gente conosciuta, fantastica la birra artigianale con la pasta e fagioli al ritorno tra le mura della rocca, distesi sul prato a godersi il sole tutti infangati ed impolverati.

domenica 30 ottobre 2011

Col Visentin: pedalare in paradiso

Tutti i monti intorno a Vittorio Veneto (200 msl) sono coperti da nubi nere e minacciose, ma la cima del Col Visentin, obbiettivo di giornata, svetta sulle altre cime illuminata dal sole. I primi 12 km asfaltati, pur impegnativi, non aggiungono nulla di nuovo a quanto già conoscevo, ma appena ci si avventura nello sterrato la musica cambia: la cima del Col Visentin, con le sue antenne ed il suo rifugio sono un continuo punto di riferimento, a volte affascinandoci, altre demoralizzandoci per quanto ancora è lontano. Al km 12 di salita si raggiunge Focella Zoppei, e da qui in poi la strada comincia ad inerpicarsi in stretti tornanti che si affacciano alternativamente sulla pianura trevigiana (oggi coperta) e sulla Val Belluna, dalle cui nubi svettano le dolomiti al gran completo, regalando panorami che attenuano solo in parte l’enorme fatica. Il fondo stradale a volte è una fitta e sconnessa pietraia, altre presenta un brecciolino sabbioso che fa affondare le ruote, e le pendenze sono sempre intorno al 10%: raggiunto il rifugio la visione a 360° dai 1764 metri della cima è superba, e la birra è un meritato riconoscimento.
Ancora qualche km sterrato in discesa (i tratti più ripidi sono stati cementati) fino al Faverghera, quindi su asfalto fino al Nevegal e ritorno a Vittorio costeggiando il lago di Santa Croce e superando l’ultimo scalino di Sella Fadalto.

sabato 16 ottobre 2010

Sterrato: pedalare sulle creste

Partenza da Montebelluna girando alla base delle prealpi trevigiane fino a Lentiai, da dove inizia una lunga scalata fino a ridosso della cima del Monte Artent. Salita regolare, dura ma mai proibitiva (11% di media), con una visuale sempre migliore su tutta la Valbelluna.
A quota 1200 l'asfalto finisce ed inizia il paradiso : una lunga strada forestale in ottime condizioni si snoda sulla cresta dei monti regalando panorami in ogni direzione: alle spalle tutto il Bellunese fino a Feltre, a destra il monte Tomatico con il Grappa alle sue spalle, a sinistra tutte le prealpi fino al Nevegal e al Visentin e davanti prati percorsi da questa strada che sembra disegnata fino al Monte Cesen. Una rampa in cemento porta a Malga Garda (1300) dove la strada prosegue sotto forma di sentiero: non so più che fare, mi giro ed incontro l'unica auto di tutto il percorso, per mia fortuna guidata da un'anziana molto ben documentata che mi fa tornare indietro di 500 metri fino ad un bivio che mi era sfuggito in precedenza. Ripida discesa su fondo sconnesso (forse la bici da corsa qui non è il massimo) e si riprende a salire in mezzo al bosco fino a quota 1500 di Malga Meriech, appena sotto alla vetta del Monte Cesen, da cui si domina tutta la pianura trevigiana divisa a metà dal sinuoso percorso del Piave. Qui riprende l'asfalto e con una lunga discesa ritorno al punto di partenza.
Resta il ricordo di 11,5 km di strada sterrata, di cui al massimo un paio in condizioni al limite della bici da corsa (ma con copertoni da sterrato, altrimenti non si procede), molto suggestiva che certo tornerò a percorrere, e lo stupore di come certe emozioni le possano regalare anche i monti vicino a casa, pasta avere la pazienza ed un pizzico di incoscienza per andare a scoprirli.

domenica 26 settembre 2010

Sterrato: Treviso Ostiglia

Bicicletta con ruote invernali su cui ho montato copertoni da 25 leggermente scolpiti, parto prima dell’alba sotto una finissima pioggerella copro i 10 km che mi separano dalla Treviso Ostiglia, una splendida pista ciclabile in ghiaino compattato che percorre la vecchia ferrovia militare che portava fino alle porte di Mantova. Da qui per 7 km pedalo nel fruscio delle foglie e del ghiaino schiacciato dalle ruote, circondato da alberi che cominciano a perdere l’intensità del loro verde, in un clima quasi surreale interrotto solo da qualche sparo di cacciatore ed abbaiare di cani in lontananza.
Arrivo fino ad una stazioncina dimessa in località Badoere (qui credo sia finito il budget della prima trance dei lavori), faccio dietro front e ritorno a Quinto di Treviso, dove quasi casualmente mi imbatto nella via dei Mulini, un sentierino di un paio di chilometri intorno a campi, alzaie, laghetti e cascine sul fiume Sile, che manda la mente alla semplicità di vita del secolo passato.
Ritornato in statale attraverso la zona industriale ed il nuovo centro commerciale in costruzione e ritorno subito alla realtà

giovedì 1 novembre 2007

Monte Grappa da Cismon del Grappa (Val Cesilla)

Partenza dalla stazione di Primolano (a proposito, sembra faranno una nuova rotonda davanti alla stazione, indispensabile per la viabilità di tutto il nord-est) insieme a David; è mattina presto e la temperatura è piuttosto rigida. Breve riscaldamento fino a Cismon del Grappa, passiamo la strada che porta alla Rocca di Incino e dopo 300 metri svoltiamo a sinistra in una strada che sembra morire tra le rocce, invece dopo due ripidi tornanti si gira intorno al costone della montagna addentrandosi nel bosco in un ripido tratto asfaltato. Non conosciamo la strada, stiamo andando ad esplorare questa nuova via che porta alla cima del Monte Grappa, ed il fondo stradale che diventa sterrato rende ancora più "eroica" la pedalata odierna. Nella prima parte siamo sulla costa della montagna e si aprono splendide visuali sulla Valsugana, l'esposizione al sole e la pendenza della strada ci riscaldano in fretta, mentre il fondo stradale peggiora leggermente. Un lungo falsopiano sterrato ci toglie le soddisfazioni della prima parte e pensiamo che forse la Mountain bike sarebbe più adatta della nostra bici da corsa, ma il ritorno all'asfalto e la strada che si impenna ci rendono quanto tolto in precedenza: siamo in Val Cesilla e si torna nel bosco, smettiamo di parlare e ricominciamo a sbuffare accaldati ed affaticati. Breve ristoro ad un capitello (i thermos con il the non ci consentono di bere in corsa) e parte finale della salita tra pascoli ed agriturismi in un piacevole alternarsi di asfalto e sterrato. Ricongiunti alla S.S. Cadorna dopo 21 km di emozioni, riscendiamo verso Caupo per motivi di tempo, così avremo la scusa per tornare su questa inedita salita al Monte Sacro per completarla nella sua interezza