martedì 1 settembre 2009

Nel Caldo estivo

Sveglia alle 5.30, colazione con polenta avanzata la sera prima e marmellata di mirtilli, moka da 3 di caffè, vestizione e subito in sella. Per fortuna il sole è ancora basso e gli occhi hanno ancora qualche minuto per abituarsi a questa nuova situazione di luminostià. Dopo un’oretta sono a Montebelluna e guardando il cielo è evidente che non ho pagato i diritti per avere il cielo perfettamente azzurro, visto che le nuvole sono alquanto minacciose, ma non mi scoraggio e proseguo verso le montagne, che, nonostante numerosi tentativi, non sono riuscito a fotografare decentemente. Attraverso il Piave (sul ponte, ovviamente) e mi incuneo tra le colline ricoperte da viti di Prosecco: le verdi piante a mezza altezza ricoprono a terrazza intere colline.
Da Tovena supero il passo San Boldo, sempre suggestivo con i suoi tornanti in galleria, mentre qualche minacciosa nuvola mi rinfresca con qualche gocciolina. Alla fine della discesa scarto le nere nubi del versante bellunese scegliendo quelle leggermente più chiare del versante di Felte. Da qui proseguo fino a Primolano per ridiscendere la Valsugana fino a Bassano nella sua splendida ciclabile, e quindi su e giù per la pedemontana fino a Pederobba da dove raggiungo casa sotto un sole cocente che mi ustiona gambe e braccia, che mi prosciuga la gola nonostante i rifornimenti idrici ad ogni fontana e che, a 4 km dall’arrivo, mi fa scoppiare i piedi dentro le scarpe: se fosse successo a 10 km da casa mi sarei fermato, ma in qualche maniera (parlando da solo ad alta voce) sono riuscito a trascinarmi fino a casa, dove mi sono omaggiato con una serie di autoscatti. In totale 215 km, 1400 metri di dislivello, 28.1 km/h di media, obiettivo dei 28 di media raggiunto e superato !

PS: Ho scoperto che è molto facile raggiungere i proprio obiettivi, basta fissarli a 500 metri dall'arrivo !

sabato 1 agosto 2009

Passo della piastrella

Giornata impegnativa, si comincia piuttosto presto ed un poco addormentato per la serata precedente, compagno di avventura mio cognato Fabiano (senza di lui l’avventura sarebbe rimasta incompleta).
Il fondo stradale molto sconnesso ci ha obbligati a vere e proprie acrobazie tanto che un paio di volte è venuta anche la tentazione di mollare tutto, ma tenendo duro abbiamo avuto la soddisfazione di una parte finale liscia come l’olio. La giornata era torrida con un caldo soffocante, ma fortunatamente piuttosto ventilata (sembrava quasi di essere in corrente d’aria) e siamo stati sempre all’ombra, nonostante questo abbiamo bevuto circa 2 litri di acqua a testa. Fatica molto prolungata nel tempo (circa 5 ore), tanto che ho le gambe ancora dure dopo 2 giorni, per non parlare di come sono ridotte ginocchia e schiena, al punto che una fatica del genere non la ripeterò mai più in vita mia !
Ho tenuto bene anche dal punto di vista cardiaco, visto che sono andato fuori soglia solo un paio di volte (per preparare la colla)
Eravamo sul passo Piastrella, località Garage.

mercoledì 1 luglio 2009

Monte Grappa Challenge 2009

“La soddisfazione di un'impresa tanto ardua mi porta a riflettere che probabilmente non mi riuscirà di migliorare questa prestazione da salitomane, motivo in più per custodirla in posto speciale tra le mie memorie ciclistiche”

Così avevo concluso il racconto della mia quadrupla scalata al Monte Grappa del 2005, ed invece… mi sono lasciato contagiare dalla “Monte Grappa Challenge”
Ritrovo prima dell’alba in un clima di serenità, tutte le operazioni preliminari si svolgono senza fretta, e quando tutti hanno terminato ci si avvia con il sole che spunta dietro alle colline bruciando gli occhi ancora mezzi addormentati. La partenza alla francese è aperta fino alle 9.00, ma i più partono alle 5.30, in quanto il percorso della Monte Grappa Challenge presenta 5 scalate al monte sacro su versanti sempre differenti, e molto diversi come caratteristiche sia tecniche che paesaggistiche. Il percorso extra strong (270 km e 8100 metri di dislivello) è più cosa da atleti abituati alle randonneè, gente abituata a pedalare anche 2 o 3 giorni di fila, per i quali salita o discesa, sole o pioggia, giorno o notte non fa alcuna differenza, mentre erano previsti altri brevetti da 2, 3 o 4 versanti.

Per chi non lo conoscesse salire sul Monte Grappa equivale a scalare il passo Pordoi e di seguito il passo Gardena, solo che i due passi anziché essere collegati da una discesa risulterebbero intervallati dal muro di Grammont (o se preferite da 2 km di rampa del garage).

La salita da Valle San Liberale (24 km) presenta subito una serie di brevi strappi, poi si comincia a salire nel bosco senza grosse difficoltà, ammirando la cima del Monte Grappa dal versante est, a quest’ora splendidamente illuminato; si riesce a restare sempre in gruppetti numerosi, cominciando così a fare conoscenza con i compagni di avventura (127 i partenti); a metà un paio di chilometri più intensi tolgono il fiato, ma da li in poi si arriva in vetta senza particolari difficoltà, pedalando tra gallerie e fortini risalenti alla grande guerra.

Una volta in vetta il gazebo dell’organizzazione preserva una splendida sorpresa, tanto che qualcuno crede di avere davanti a se l’aperitivo di un banchetto di nozze: panini, pasta fredda, frutta e verdura, formaggi, bibite di ogni tipo ed integratori vari, tanto che è quasi una sofferenza doverlo abbandonare per tornare a valle.

Secondo versante, si sale da Semonzo (19 km) in quella che mediamente è la salita più impegnativa: non presenta pendenze estreme ma nemmeno ti lascia rifiatare, ed il sole comincia a farsi sentire, soprattutto nella seconda parte, sia perché ci stiamo avvicinando alle ore più calde della giornata, sia perché si sale tra malghe e prati, in quasi totale assenza di alberi. Per fortuna la giornata è leggermente ventilata e non vi è umidità, altrimenti credo sarebbe davvero proibitivo pedalare per tutta la giornata portando a termine i brevetti più impegnativi.

Ennesimo ristoro e discesa verso Caupo che non finisce mai, sfianca percorrendola in discesa, non oso pensare a quando verrà il momento di doverla ripercorre in salita. Da Caupo si scollina il centro il Seren del Grappa e ci si addentra per la Valle di Seren per il terzo versante (21 km), con lo spauracchio del capitello che martella nella testa fin dalla partenza. Dopo alcuni chilometri normali ve ne sono un paio letteralmente in piedi, con punte intorno al 23%, dove riuscire a stare in sella è veramente impresa da togliere il fiato. Questo strappo resterà nelle gambe, bisogna avere forza per superarlo ma saperla dosare al minimo indispensabile per non pagarne in seguito le conseguenze.

Una volta in vetta ci si rende conto che parecchi hanno trovato soddisfazione nei brevetto da 2 versanti, o forse semplicemente i concorrenti sono molto distribuiti sul percorso, perché si vedono più amici e parenti vari che ciclisti ! E’ il momento ideale per mangiare qualcosa in più, approfittando ancora una volta della gentilezza e della disponibilità dell’organizzazione, tanto che diventa ancora una sofferenza abbandonare i nuovi amici per l’ennesima infinita discesa verso Caupo, dove girata la bici al punto di controllo, si ricomincia a salire (29 km) lasciandosi il mondo alle spalle : altopiano di Asiago, vette feltrine, Cima d’Asta, Pale di San Martino… La salita è piuttosto snervante psicologicamente perché, nonostante non presenti pendenze impossibili e l’andatura sia un poco più elevata rispetto agli altri versanti, il count down dei cartelli chilometrici è veramente lungo, ma è anche facile distrarre la mente osservando il verde dei pascoli e gli infiniti sentieri sterrati che risalgono a zig zag dalla Valsugana.

Una volta in vetta (sono le 19.00) preferisco fermarmi sia per aver perso la brillantezza di inizio giornata che per il buio ed il freddo che comincia a farsi pungente. Piuttosto che finire distrutto una prova oltre i limiti (portata a termine da 17 atleti) preferisco essere uno dei 7 “incompiuti” , per modo di dire, visto che in totale sono 220 km (con oltre 100 di salita) per 6700 di dislivello, portati a termine in 12 ore e mezza (più soste) !

Organizzazione perfetta, personale ai punti di controllo sempre cordiale e sorridente, ristoro indovinatissimo, non possono che portare infiniti complimenti all’organizzazione, che ha fatto sentire ciascuno di noi come un amico invitato ad una festa !

lunedì 15 giugno 2009

Gran Fondo Sportful 2009

Prologo
Sabato mattina, preparati i bagagli per partire verso Feltre, con la schiena a pezzi esco dal bagno dopo l'ennesima scarica che mi accomagna da 3 giorni, e mi trovo davanti mio figlio che mi canta l'inno nazionale: starò mica partendo per il fronte ? La sera, per calmare lo stomaco, non trovando di meglio, tracanno una lattina di coca cola scaduta da 6 mesi

La mattina mi alzo con calma, parcheggio, mi cambio e vado al palazzetto a fare colazione, alle 7.05 mangio 1 panino con il miele e mi reco alla partenza, approffittando di un numero bassissimo che mi consente di partire nelle prime posizioni. Regolo l'altimetro, sincronizzo il cardio ed è già ora di partire. La prima ora la faccio ad andatura più che turistica, con compagni di avventura (1500 quelli che concluderanno del percorso lungo) che mi superano da tutte le parti a velocità molto più sostenute della mia. Nel primo passo, Forcella Franche, la strada è intasata (sono finito così indietro ?) e bisogna andare piano per forza: tanto meglio, risparmierò energie anche qui. Il Duran lo affronto con prudenza, conoscendo le sue pendenze che potrebbero rivelarsi decisive con il passare delle ore, ed in un attimo sono già nella Forcella Staulanza, quindi lunga discesa fino a Cencenighe. Mangiando panini al prosciutto e bevendo coca cola, lo stomaco sta reggendo bene, ma a questo ristoro una birra non me la posso negare, in previsione della salita più lunga ed impegnativa della giornata. Fino a Falcade si riesce anche a chiaccherare, dopo occorre far fondo a tutte le scorte rimaste per raggiungere la vetta. Qui un vento gelido mi suggerisce di scendere subito per risalire il passo Rolle, dove le gambe prendono a girare a meraviglia; ennesimo ristoro (questa volta panini con marmellata) e con un bel gruppone sono ai piedi del Croce d'Aune. Momento finale, che mette in croce tanti ciclisti, che mi vede invece particolarmente brillante, al punto che nella seconda parte riesco addirittura ad aumentare il ritmo lasciando alle spalle tutto il gruppo che mi ha scortato fino ai piedi della salita.

Giornata perfetta, se non fosse per lo scarso allenamento (2400 km da inizio anno, contro i 4/5000 cui ero abituato) avrei ottenuto anche un discreto tempo, ma non mi posso lamentare delle 10 ore e 05 finali. Sono riuscito a mangiare bene e nei momenti giusti, procedendo sempre con regolarità

Forcella Franche VAM 800
Passo Duran VAM 850 (grazie alla pendenza)
Staulanza VAM 800
Valles VAM 800
Rolle VAM 780
Corce d'Aune VAM 780 (qui però ci sono 4 km pianeggianti, altrimenti sarebbe molto più alta)

mercoledì 31 dicembre 2008

Statistiche 2008

Il 2008 è stato un anno con 169 uscite per un totale di 7.775 e 106.479, ovvero poco meno della mia media dovuto principalemente alla riduzione dei chilometraggi di ciascuna uscita. Molte volte infatti sono riuscito a fare "solo" un paio d'ore in sella, e pochissime sono state le lunghe distanze.

mercoledì 1 ottobre 2008

100 Pianezze

Cento salite una diversa dall'altra, nonostante la strada sia sempre la stessa.
Perchè cambia il meteo: l'ho affrontata con l'afa che ti asciuga la bocca, con il vento che ti sposta la bicicletta soprattutto in discesa, con la piogga fine che ti si infila dappertutto o i violenti temporali estivi che non ti fanno più vedere la strada, con il sole ed anche con la neve.
Cambia la condizione fisica: a volte gli 11,2 km al 7% ti sembrano una infinita rampa verso il cielo, arranchi curvo sul manubrio con le gambe pesanti e temi di non arrivare mai, altre ti sembra di volare, la pendenza mai eccessiva ti fa spingere rapporti molto duri a velocità che nemmeno credevi da saper raggiungere.
Cambia la bicicletta: ci sono salito con la vecchia Benotto in acciaio per preparare la Roubaix, con la Bianchi in alluminio e con quella in titanio, ed infine con l'"arancia meccanica" in alluminio/carbonio.
Cambia la compagnia: raramente con amici (staccato o staccante dopo pochi km), a volte superato dai prof. (Pellizzotti, Bruseghin, la nazionale italiana 2007 al completo), altre tra decine di ciclisti di tutte le specie (dai pensionati con 10 kg di troppo alle squadre juniores in allenamento), molto più spesso da solo con la mia fatica.
Salita adorata perchè vicina a casa, lunga e regolare, perchè è diventata "mia" in questi 6 anni e perchè la affronto sempre al massimo delle mie capacità, perfetto riscontro e test del mio stato di forma.
Pianezze da Valdobbiadene (TV), siamo arrivati a 100 sfide ed ho sempre vinto io.

martedì 9 settembre 2008

Monte Tomatico

Salita molto dura, ma siamo saliti molto bene.
Ci sono 500 metri paragonabili a quelli di Bocca di Forca, ma passato questo tratto anche il 15% sembra pedalabile.
Parte subito alternando tratti molto duri (17%?) ad altri di recupero (12%?), nella parte centrale è molto molto tosta (17-20%) e sembra non mollare mai, nel finale si torna a respirare (10-12%) e ci si gode la soddisfazione di averla fatta.

C'è qualche squarcio panoramico, ma nel complesso si è sempre in mezzo al bosco, l'asfato è molto buono per una salita di questo tipo, ma ci sono un sacco di canalette per lo scolo dell'acqua che rendono impegnativa anche la discesa.