domenica 12 dicembre 2010

E' nata Diana

Vista la mia agilità, la mia capacità di tenere ritmi altissimi per breve tempo, vista la mia destrezza alla guida, ho deciso che la cosa più logica fosse quella di buttarsi in una disciplina che racchiude in se tutte le caratteristiche sopra citate, naturalmente con il solo scopo di sopravvivere !
Ci sono voluti 40 lunghi giorni di snervanti ricerche per recuperare le varie componenti meccaniche cercando di spendere il meno possibile, ed alla fine il risultato è stato più che soddisfacente; posso così annunciare la nascita di Diana, dea della caccia (il rosso che si vede sono schizzi di sangue !), bici da ciclocross che spero mi accompagnerà fedelmente in divertenti avventure, oltre che a migliorare le mie disastrose qualità acrobatiche.
Nel giro di rodaggio ho rotto la catena (troppo vecchia) e si è allentato lo sterzo (avevo dimenticato di stringerlo), ma già alla prima vera pedalata sono riuscito a fare qualcosa di decente, tanto che ora lei dorme in garage già coperta di fango.

venerdì 10 dicembre 2010

Diecimila

Sveglie all'alba, pause pranzo con i secondi contati, arsura estiva e strade ghiacciate, panorami dolomitici e stradine di campagna sporche di fango, sono tutte piccole gocce che mi hanno portato a superare la soglia dei diecimila chilometri annuali, traguardo superato in passato solo nel 2002.
Una bella giornata di sole dopo tante tribolazoni metereologiche e non ho saputo resistere alla tentazione: un'ora in più di pausa pranzo e, nonostante la temperatura appena sopra lo zero ed un fastidioso e gelido vento proveniente da nord mi sono goduto il percorso sapendo che avrei tagliato questo (per me) importante traguardo. Da segnalare gli occhiali Ray-Ban a goccia in quanto non trovavo quelli specifici e non avevo tempo di cercarli, e lo splendido panorama del Grappa e del Cesen innevati.

mercoledì 8 dicembre 2010

Allenamenti alternativi

Non ricordo un periodo più nefasto dal punto di vista metereologico: è dal 20 di ottobre (la bellezza di 50 giorni !) che non c'è una bella giornata di sole, e quelle poche volte che la pioggia smette di scendere dal cielo le strade non riescono nemmeno ad asciugarsi per colpa della nebbia e dell'umidità.
Colto da disperazione, pur di allenare il fisico ho ripreso a correre a piedi, anche in vista di un nuovo progetto a breve termine, ma come per i rulli in garage mi riesce difficile resistere per più di 40/45 minuti.
Non mi resta che puntare tutto sulla pazienza e sulla concentrazione: per questo ho portato a casa tutti i lego di quando ero piccolo e, recuperate da internet tutte le istruzioni originali, mi sono messo a ricostruire la città. In famiglia è piaciuto talmente tanto che da un paio di settimane non si gioca ad altro, e qui c'è davvero da allenare la pazienza e la resistenza.

domenica 28 novembre 2010

Pioggia nebbia vento... e fango !

La mattina una nebbia che fa venir voglia di starsene sotto al piumone fino a tarda mattina, figuriamoci se si trova la voglia di alzarsi prima dell'alba; la pioggia che non da scampo da oltre un mese, e le uniche mezze giornate in cui l'acqua smette di scendere dal cielo sono caratterizzate da un forte e gelido vento.
Qualche allenamento sui rulli (faticosissimo dal punto di vista psicologico), qualche oretta in sella con l'accortezza di stare sempre nei pressi di casa per facilitare il rientro in caso di imprevisti metereologici, zero salite !
E mentre si pedala il fango e lo sporco che si sollevano da terra sulle strade bagnate e che costringeranno poi a lavare tutta la bicicletta; ma nonostante siano i loro trattori a riempire le strade, come non rivolgere uno sguardo ammirato ai contadini che incuranti lavorano sui campi con i piedi sommersi fino alle caviglie per raccogliere il radicchio tardivo, tipica specialità trevigiana.

domenica 24 ottobre 2010

La prima nebbia

Nonostante le previsioni minacciose punto la sveglia alle 6, e alle 6.30 sono pronto per fare un giretto di sola pianura defaticante. I miei amici sono a Stra per la Venicemarathon, e mi hanno minacciato qualora puntassi la bici verso di loro portandomi appresso la classica nuvoletta fantozziana, quindi dirigo verso le montagne. Bastano 20 minuti ed inizia a piovere, quindi sono costretto a fare dietrofront, soluzione doppiamente indovinata perchè nel ritorno a casa rompo anche la sella; umido, freddo, pioggia, vento a tratti: è arrivato l'autunno, è ora di tirar fuori dall'armadio i completi invernali.

sabato 16 ottobre 2010

Sterrato: pedalare sulle creste

Partenza da Montebelluna girando alla base delle prealpi trevigiane fino a Lentiai, da dove inizia una lunga scalata fino a ridosso della cima del Monte Artent. Salita regolare, dura ma mai proibitiva (11% di media), con una visuale sempre migliore su tutta la Valbelluna.
A quota 1200 l'asfalto finisce ed inizia il paradiso : una lunga strada forestale in ottime condizioni si snoda sulla cresta dei monti regalando panorami in ogni direzione: alle spalle tutto il Bellunese fino a Feltre, a destra il monte Tomatico con il Grappa alle sue spalle, a sinistra tutte le prealpi fino al Nevegal e al Visentin e davanti prati percorsi da questa strada che sembra disegnata fino al Monte Cesen. Una rampa in cemento porta a Malga Garda (1300) dove la strada prosegue sotto forma di sentiero: non so più che fare, mi giro ed incontro l'unica auto di tutto il percorso, per mia fortuna guidata da un'anziana molto ben documentata che mi fa tornare indietro di 500 metri fino ad un bivio che mi era sfuggito in precedenza. Ripida discesa su fondo sconnesso (forse la bici da corsa qui non è il massimo) e si riprende a salire in mezzo al bosco fino a quota 1500 di Malga Meriech, appena sotto alla vetta del Monte Cesen, da cui si domina tutta la pianura trevigiana divisa a metà dal sinuoso percorso del Piave. Qui riprende l'asfalto e con una lunga discesa ritorno al punto di partenza.
Resta il ricordo di 11,5 km di strada sterrata, di cui al massimo un paio in condizioni al limite della bici da corsa (ma con copertoni da sterrato, altrimenti non si procede), molto suggestiva che certo tornerò a percorrere, e lo stupore di come certe emozioni le possano regalare anche i monti vicino a casa, pasta avere la pazienza ed un pizzico di incoscienza per andare a scoprirli.

domenica 10 ottobre 2010

Asino chi molla

Meteo perfetto, in alcuni tratti con un blu tanto intenso da sembrare finto sopra le nostre teste. Nonostante le trenate di Vanni, gli scatti di Riccardo e gli errori di percorso di Diego alla fine siamo rimasti io e David a giocarci il primato nell'ultima salita. Le gambe stavano bene, ma per sicurezza prima di scattare ho urlato: "cos'è quello schifo che hai attaccato al deragliatore" ! Tanto è bastato per vincere a braccia alzate.
A parte gli scherzi, piacevole giornata senza stress, tante chiacchere in amicizia godendoci 150 km di strade secondarie nei colli trevigiani, con strappi brevi ma intensi. Splendida l'ultima sosta ad una fontana con panchina all'ombra di un fico.