domenica 15 giugno 2003

Gran Fondo Campagnolo 2003

Meno allenamento rispetto allo scorso anno ma decisamente più intenso. Molte più salite, giri molto più lunghi, anche se nel totale ho percorso un paio di migliaia di chilometri in meno.
Lo stimolo comunque mi viene soprattutto dagli amici che mi aspettano sul Croce d'Aune, guai a deluderli. Coincidenza vuole che per un'altra manifestazione la gara parte un'ora in ritardo, e un torneo di calcetto conclusosi la scorsa settimana mi massacra le gambe non consentendomi di migliorarmi rispetto allo scorso anno: il tutto vuol dire che la "banda" mi vede transitare con un'ora e mezza di ritardo. Ma quando passo è una liberazione, nono tanto per me o per loro, ma per i poveri commissari di gara, costretti a subire 30 persone che ad ogni ciclista si mettono ad urlare "è lui", "arriva", "correte a vedere" creando lo scompiglio generale.
Classifica : 208 km, 8h 48min, 549° assoluto su 1275

giovedì 15 maggio 2003

Giro a Marostica

Oggi c'è l'arrivo del Giro a Marostica, con un circuito finale che prevede di ripetere 3 volte la salita della Rosina. Quale occasione migliore per vedere il gruppo ? Parto da Montebelluna e mi inserisco subito nel percorso che vedrà protagonisti i prof tra un paio d'ore. Nel percorrere quei 30 km mi sento su un'altro pianeta: il vento che straordinariamente gira a mio favore, le parti di percorso che attraversano i paesi tutte transennate, la strada appena asfaltata. Per farla breve pedalo ad oltre 40 km/h e già questo basterebbe, ma con la gente ai bordi della strada che applaude sebbene sia uno sfigato qualsiasi provoca emozioni che mi fanno quasi staccare la pelle dalla carne !
E per tornare con i piedi a terra basta vedere i campioni del pedale percorrere a quella velocità in salita.

venerdì 25 aprile 2003

Rovigno

Come in un film degli anni settanta la gioia di una semplice pedalata in compagnia: dieci amici con delle bici a noleggio a percorrere i sentieri in mezzo al bosco, costeggiando spiagge, scogliere, panorami, orizzonti, isole, mare... Ed immancabile al ritorno la sosta al chiosco, sotto le frasche per riempirsi la pancia di affettati, formaggi e buon vino.
Recuperate delle vecchie e semi arrugginite mountain bike ci avviamo per un sentiero lungomare senza avere la minima idea di dove conduca, senza nessuna cartina, senza nessun obbiettivo da perseguire, solo con la curiosità di vedere dove ci porta, con la voglia di esplorare, di curiosare in un territorio non nostro. Ad ogni ansa della costa si aprono nuovi orizzonti, nuovi riflessi sul mare limpido come una piscina, luci e colori sulle rocce che affiorano dal mare. Si entra e si esce continuamente dalla boscaglia, superando radici di alberi secolari, tratti sconnessi e leggere pendenze, sempre in compagnia, aspettando chi si ferma per immortalare nella propria pellicola immagini che consentano, una volta riviste, di far riaffiorare alla memoria le gioie ed i sorrisi che ci stiamo regalando. Dopo un paio d’ore il triste ritorno alla realtà quando capitiamo in un villaggio turistico che chiude la boscaglia con i suoi campi da tennis e da calcetto, ma ormai è già ora di tornare indietro e di andare ad esplorare quella piccola costruzione leggermente discostata dal sentiero, è ora di andare a verificare di persona se gli aromi che abbiamo solo annusato saranno apprezzati anche dal nostro palato. Grazie anche al buon vino non ci rendiamo conto del trascorrere delle ore, del fatto che ormai sono le tre del sabato pomeriggio e che il noleggio chiudeva a mezzogiorno. Ma ormai il danno è fatto e la caccia telefonica al proprietario si conclude solo verso sera quando finalmente riusciamo a recuperare i nostri passaporti trattenuti in ostaggio

martedì 31 dicembre 2002

Statistiche 2002

Il mio anno più prolifico con 203 uscite per u ntotale di 11.765 km e 97.876 metri di dislivello, con la grande soddisfazione della conquista del Prestigio di Cicloturismo portando a termine tutti i percorsi lunghi delle Gran Fondo più rappresentative del circuito nazionale, compresa la terribile prova austriaca della Oetztaler Radmarathon conclusa in 284° posiziona assoluta (su 2500 partecipanti) alla folle media di 26.4 km/h su un percorso di 250 km e soprattutto 5500 metri di dislivello.

domenica 29 settembre 2002

Zoncolan

Ed eccomi a sfidare quella che viene considerata la salita italiana più dura seconda solo al Mortirolo. Da Tolmezzo 30 km di leggera salita portano fino ad Ovaro; dal centro del paese un paio di km piuttosto semplici portano all'abitato di Lariis passato il quale la strada diventa poco più che un sentiero (comunque con un buon fondo) e si impenna immediatamente, facendo intuire che bisogna proprio raggiungere le vette innevate che apparivano tanto alte e terribilmente vicine. Dopo qualche centinaio di metri alcune ossa umane e biciclette arrugginite ricordano che il grado di preparazione per affrontare questa salita deve essere piuttosto elevato. Per 6 km infatti la strada si mantiene in mezzo al bosco, non concedendo nessuna visuale e, peggio ancora, la pendenza resta sempre costante sul 13/15% senza concedere un attimo di tregua. Questo però, trovato il proprio ritmo di pedalata, consente di procedere regolari e la fatica diventa soprattutto psicologica (Con il 39x26 ho pedalato sempre piuttosto agile ed il cuore si è sempre mantenuto sui 170 BPM). Gli ultimi km al contrario regalano splendide visuali sulla vallata sottostante in una alternanza di salite e falsipiani. Bruttine tre gallerie buie, sterrate e fangose, passate le quali resta da superare un'ultima rampa (sarà al 12% circa) di qualche centinaio di metri per guadagnare la vetta. Purtroppo dopo essere caduto due volte ho preferito affrontarla correndo a piedi con la bici in spalla, ma vi garantisco che pedalare con la bicicletta da strada su 20 cm di neve fresca è una cosa tecnicamente impossibile ! Splendida la discesa dall'altro versante (Suttrio) così come il ritorno a Tolmezzo.
Tempo di scalata: 1 ora ed 8 minuti (9.3 km/h e 1084 di VAM)

sabato 21 settembre 2002

Bocca di Forca

Con una preparazione decisamente diversa rispetto a quando l'avevo affrontata a Maggio (ora ho quasi 10.000 km e le 7 Gran Fondo del Prestigio nelle gambe) sono tornato a scalare la terza salita italiana per coefficiente di difficoltà. La giornata umida ed uggiosa mi fa temere per l'aderenza della ruota posteriore ed in effetti solo grazie a numeri di equilibrismo ho evitato di cadere un paio di volte per delle pedalate a vuoto !
I primi 4 km scorrono via veloci in una alternanza di rampe impegnative ed alcune "spianate" (non credo si scenda mai sotto il 7/8 %), poi la pendenza aumenta ancora: terribile il quinto chilometro dove tendini, muscoli, cuore e fiato vengono spremuti fino all'osso; appena il tempo di recuperare ed un'altra breve rampa impegnativa porta al congiungimento con la salita del monte Tomba. Da qui mancano ancora 3 km alla cima e le pendenze restano superiori al 10%, ma l'asfalto appena rifatto, il fatto vedere l'arrivo in cima a 6 tornanti e la consapevolezza di aver passato il peggio rendono questo tratto un puro divertimento ! Per quanto riguarda i rapporti io ho utilizzato il 39x23/26 pedalando quasi sempre fuori sella: chi invece predilige pedalare da seduto dovrà necessariamente montare il 29 o la tripla !!
1 ora ed 8 minuti il tempo di scalata (8.8 km/h e 1000 di VAM) ma con asfalto asciutto si possono togliere alcuni minuti ! Staremo a vedere

domenica 8 settembre 2002

Gran Fondo 5 Terre 2002

La notte alla vigilia della gara una leggera pioggia rende viscide e scivolose le strade già ricoperte di un asfalto precario (asfalto vecchio, pieno di buche e ghiaino).
I paesaggi sarebbero stupendi ma davvero non si possono togliere gli occhi dall'asfalto nemmeno un secondo; ne sa qualcosa anche il sottoscritto che concentrandosi sulle manovre di un'auto in mezzo alla strada arriva in un tornante "fangoso" un pò troppo sparato: abrasioni (leggere per fortuna, ma tante) dall'anca alla caviglia. Che dire: Gò sbajà mi !! Per la prima volta ho tirato dal primo all'ultimo chilometro senza risparmiarmi mai: grandi prestazioni nelle due rampe più ripide (San Bernardino e San Giorgio: 4/5 km tra il 10% e il 20% di pendenza) e negli ultimi 30km (di solito mi aggregavo ad un gruppetto, questa volta sono stato io a portarne 4 fino al traguardo).