domenica 14 luglio 2002

Gran Fondo Pinarello 2002

Il percorso non è particolarmente difficile, tutt'altro. Su 202 km vi sono solo 2 vere salite e nemmeno particolarmente lunghe; la difficoltà maggiore sta nell'alta velocità, infatti lunghi tratti di pianura si viaggia ben sopra i 40 km/h. Nonostante il cielo coperto il caldo e l'afa si fanno comunque sentire, ma comunque viaggio alla grande fino a 3km dall'arrivo quando quello davanti a me cade all'improvviso: con la ruota anteriore ero anche riuscito a saltarlo, ma toccandolo con quella posteriore mi sono letteralmente capovolto, finendo a pelle di leone sull'asfalto con abrasioni varie su gomiti, ginocchia e ad un'anca; passino i danni fisici e alla bici, ma quello che mi rode di più sono le 53 posizioni perse...
Classifica finale: 202 km in 6h e 54 minuti, media 29.2 km/h, 344° assoluto su 921

domenica 30 giugno 2002

Gran Fondo Maratona delle Dolomiti 2002

Ecco il percorso : 7 passi dolomitici da superare, nell'ordine Campolongo, Pordoi, Sella, Gardena, Campolongo, Giau e Falzarego. Un sali e scendi continuo con salite molto regolari che consentono, impostato il proprio ritmo, di mantenerlo costante e di amministrare per bene le proprie forze. Il Giau è il passo più duro (10% di media, 15% di massima) e l'ultimo , il Falzarego, il più "semplice". Sulle dolomiti che dire ? Vi sono certi passaggi incantevoli, e nemmeno le parole di un poeta o le foto migliori renderebbero giustizia a questo splendido spettacolo della natura.
I partecipanti erano tantissimi, più di 7000 persone, la metà stranieri in prevalenza tedeschi (e come corrono, mannaggia loro !!); partendo piuttosto indietro ho trovato le strade un poco intasate fino in cima al Pordoi, ma chi se ne frega, va bene così...
Classifiche : la posizione assoluta sembra peggiore delle precedenti granfondo, ma se rapportata al numero di partecipanti è da considerarsi molto, ma molto migliore: 147 km in 6h e 28' (22,70 km/h di media) 802° assoluto su 3210 e 107° di categoria su 332.
Da notare che sul passo Giau, a oltre 40 km dalla fine, sono transitato 1025°: da qui in poi ho corso come un dannato recuperando oltre 200 posizioni. Addirittura negli ultimi 5 km, con un falsopiano in leggera salita, viaggiavo a 30 km/h e la gente che provava ad agganciarsi dopo qualche centinaio di metri era costretta a staccarsi ... scusate, ma sono sempre belle soddisfazioni per noi poveri ciclisti ...

domenica 16 giugno 2002

Gran Fondo Campagnolo 2002

Finalmente la possibilità di partecipare a questa granfondo, dopo aver osservato ed ammirato per anni i ciclisti passare davanti alla casa di Fiera di Primiero, considerandoli quasi degli eroi per il percorso che riuscivano a superare, spesso accompagnati da condizioni meteo decisamente avverse.
Partenza alle 7.30 ma già si intuisce che sarà una giornata molto calda e soprattutto molto afosa. Nonostante siano praticamente le strade di casa non ho mai affrontato le salite principali, così affronto Cimacampo controllando la frequenza cardiaca e mantenendomi ben sotto le mie potenzialità. Infatti già dal secondo passo, il Manghen, il sole e la calura si fanno sentire obbligando a dosare per bene le energie, a mangiare e soprattutto a bere molto. Nonostante l’attenzione alla parte agonistica di questa parte del percorso non posso restare indifferente agli splendidi paesaggi che questa salita dolomitica sa regalare. La prima parte del passo resta sollevata rispetto al fondovalle nel quale tra gli alberi si intravede uno splendido torrente. Nella seconda parte invece la strada si restringe, si entra nel bosco e nonostante le pendenze accorcino il fiato si riescono ad ammirare lo scollinamento sempre visibile e la vallata sottostante nella quale si vede inerpicarsi lo zig zag della striscia di asfalto appena superato. Nella discesa del Manghen mi scateno, memore dell’impresa di Savoldelli al Giro d’Italia del '98, superando parecchi concorrenti e raggiungendo il numeroso gruppo della Pinarello ai quali mi accodo e mi faccio scortare per tutto il fondovalle fino all'inizio del passo Rolle.
Qui la fatica comincia a farsi sentire ma le pendenze non impossibili consentono di mantenere un buon passo e di staccare comunque tutti i compagni di gruppo. Nella successiva discesa, nonostante la conosca a memoria e la affronti a forte andatura, riesco a raggiungere un solo concorrente con il quale arriviamo con cambi regolari fino ai piedi del Croce d'Aune; qui sia per il caldo che per la difficoltà della salita diventa solo una questione psicologica riuscire ad andare avanti: le gambe bruciano e gridano vendetta ma come dice Aldo Rock (ciclo maratoneta e speaker di radio Deejay) la metto sul filosofico con la frase: "gambe state male ? è un problema vostro ... perché io sto bene !". Per fortuna molti abitanti della zona rinfrescano gli atleti con le loro pompe da giardino. Nella discesa successiva arrivo a 200 metri da un altro gruppo piuttosto numeroso ma quando la strada spiana a 4 km dalla fine non riesco a trovare le forze per raggiungerli. Resta così il rammarico di non aver guadagnato qualche altra posizione.
(208 km, 8h 52min, media 23 km/h, 427° classificato)

domenica 19 maggio 2002

Gran Fondo Nove Colli 2002

E siamo alla 29° edizione della più antica manifestazione ciclistica per amatori; già dal giorno prima si ha la sensazione di partecipare ad un evento straordinario, tale è l’organizzazione, la presentazione degli sponsor in una fiera attrezzata in riva al mare. La domenica si comincia alle 6.30 sotto una leggera pioggia, e questo scoraggia buona parte degli 8500 iscritti che si fermano subito, mentre invece il tempo reggerà decentemente fino alla fine. Il fastidio peggiore è l'acqua sollevata dall' asfalto dalle ruote di coloro che ti precedono piuttosto che quella che scende dal cielo, leggera e vaporosa come spesso viene descritta nei paesi anglosassoni, ma presto le cose si sistemeranno e si incontrerà al massimo qualche tratto di asfalto umido.
Dopo 40 km di pianura cominciano le colline: in tutto sono nove da superare, ma a differenza della manifestazione bolognese tra un colle e l'altro non vi è un solo metro di pianura, tutto sali e scendi senza respiro. Le salite principali sono belle toste, non tanto per la loro pendenza media ma per alcune rampe davvero dure (dal 12% al 18%) che si è costretti ad affrontare a tutta per non perdere contatto con il proprio gruppo. Anche le discese sono molto tecniche e difficili ma questo si rivela un vantaggio in quanto mi consentono di recuperare il tempo perso al ristoro posto in cima ad ogni colle. Nonostante la fatica gli ultimi 30 km di piano sono stati corsi, ovviamente in gruppo, a più di 45 km/h, davvero non ho idea da dove siano saltate fuori le forze per farlo.
Organizzazione meravigliosa, ristori ben piazzati ed organizzati, due ali di folla stile professionisti sui 3 colli principali tutti pronti a fare il tifo e ad applaudire, le strade presidiate dall’organizzazione che limitano all’osso il traffico automobilistico durante la manifestazione, la durezza del tracciato, tutti motivi di orgoglio per la mia prestazione, anche se la soddisfazione maggiore mi viene dall’aver superato per la prima volta la soglia dei 200 km.
(205 km in 7h.28min, media 28 km/h, 524° classificato).

mercoledì 1 maggio 2002

Gran Fondo Dieci Colli 2002

Splendida giornata di sole, la partenza avviene dai giardini Margherita nel cuore di Bologna, e se non fosse per i circa 4000 partecipanti sembrerebbe quasi di stare ai giardinetti per la scampagnata domenicale.
Il percorso è un continuo saliscendi tra i colli appenninici, un classico mangia e bevi con una alternanza di salite dolci e brevi strappi spacca gambe. Dieci in tutto le colline da superare, tutte relativamente corte, alternate ad attraversamenti in quota o a fondo valle, il tutto da affrontare a velocità sostenute ed in gruppi piuttosto numerosi venutisi a formare naturalmente a seconda delle relative capacità.
Alcune arcigne salite costringono a stringere i denti e ad intossicare i muscoli delle gambe, ma alla fine si riveleranno tutte molto brevi e superabili in pochissimi minuti, mentre più insidiose del previsto alcune discese su fondo sconnesso che portano inevitabilmente a pericolose sbandate, mentre altre discese ampie consentono di raggiungere altissime velocità (toccati i 75 km/h). I bellissimi paesaggi delle colline verdeggianti rilassano lo spirito, ma si torna subito alla realtà della gara con l’ultima rampa a pochissimi chilometri dall’arrivo, durissima, tanto che si incontrano parecchi ciclisti che la stanno superando a piedi.
Alla fine il rammarico di essere arrivato al traguardo con ancora una discreta riserva di energie, subito mitigata dal succulento ristoro finale e dalla dormita ristoratrice che mi sono concesso sul caldo prato e sotto un sole già estivo.
(150 km in 4h.40min, media 32 km/h, 516° classificato)

venerdì 1 marzo 2002

Montagna in primavera

Senza citare luoghi o percorsi in particolare, vorrei provare a descrivere le sensazioni provate: il sole tiepido senza l'afa dei mesi estivi, il silenzio quasi irreale di luoghi che sembrano abbandonati dalla civiltà, solo qualche raro anziano intento a girare la terra del suo orticello e la silenziosa compagnia di qualche altro fanatico del pedale qualche tornante più sotto, la salita ripida nell'asfalto corroso dal tempo, le folate di vento gelido che ti entrano nelle ossa, il cervello che stacca dai soliti problemi di tutti i giorni e comincia a controllare la ritmicità delle gambe, il battito del cuore, la fatica, la fame e la sete.
Nei tratti più duri ti ripeti "ma chi me lo fà fare", e la risposta la trovi solo in vetta, quando si aprono paesaggi unici, orizzonti sconosciuti ai più con la soddisfazione di avercela fatta ti rende tutte le energie spese finora.

venerdì 4 gennaio 2002

Freddo siberiano

Esco di casa ben coperto e protetto da indumenti di ultima generazione, antivento e in grado di mantenere la temperatura corporea nonostante il freddo gelido. Le temperature nella notte scendono regolarmente oltre i 10 gradi sottozero, ed anche questa mattina è decisamente rigida. Appena uscito di casa il termometro segna -9, decido quindi di andare subito nel lato della montagna esposto al sole e di affrontare subito la salita per scaldarmi al più presto. Infatti, chilometro dopo chilometro, la fatica ed il sole che alza la temperatura di qualche grado mi portano a togliere i guanti ed aprire il gilet.
Con grande rammarico scopro che è stata asfaltata gran parte di una forestale che precedentemente era in terra battuta, anche se in realtà questo facilita il superamento dei tratti più ripidi prima decisamente difficoltosi (la pendenza del percorso varia dal 10% al 20%).
Terminata la lunga salita (10km) comincia un lungo tratto di falsopiano, e l'aumento della velocità mi costringe a rivestirmi per bene. La strada forestale è ben pulita, a parte qualche tratto rimasto all'ombra degli alti pini che risulta ancora innevato: il suono della neve che fruscia schiacciandosi sotto le ruote è semplicemente stupendo, regala emozioni di solitudine e natura davvero uniche.
Ogni tanto qualche lastrone di ghiaccio in prossimità delle numerose sorgenti mi costringe a procedere con prudenza, ma nonostante ciò basta un attimo di distrazione per perdere il controllo della bicicletta scivolando a terra, ma sfido chiunque a mantenere la concentrazione sulla strada quando una coppia di daini ti attraversa il sentiero a dieci metri di distanza; un poco ammaccato e spaventato mi rialzo e li guardo allontanarsi nel bosco.
Alla fine il tratto più duro risulta essere la discesa su strada statale. Il freddo pungente, soprattutto nei tratti all'ombra, mi costringe infatti a fermarmi parecchie volte per scaldarmi le mani ormai incapaci di trattenere le leve dei freni. Arrivato a casa fatico ad aprire la porta di casa con la chiave, tanto si sono intorpidite le mie mani: per dare un’idea della rigida temperatura la borraccia dell'acqua è completamente gelata !