sabato 15 gennaio 2011

Battesimo all'Olimpo

Nuova bicicletta da collaudare, e visto che all'anagrafe è stata registrata come Venere, il battesimo doveva essere di quelli importanti. Si prevede una giornata splendida, ma fino a 1000 metri di altitudine, io David e Graziano pedaliamo nell'umidità, nel freddo e nella nebbia, rischiando anche di cadere in alcuni tratti ghiacciati. Improvvisamente usciamo dalle nuvole e restiamo incantati dallo spettacolo: sotto di noi un mare di panna montata, alla nostra altezza prati ancora privi dei colori estivi ma ugualmente suggestivi, sopra le nostre teste la cima innevata del Monte Sacro. Siamo a metà Gennaio, non ci interessano le prestazioni, così abbiamo tutto il tempo di goderci il panorama del Monte Grappa riscaldato da uno splendido sole, al punto che in vetta si sta meglio all'aperto che dentro al rifugio. Anche la discesa non crea complicazioni, nonostante le nuvole si siano dissolte in basso è ancora freschetto; la soddisfazione di non aver perso pezzi per strada è minima rispetto alle gioie della scalata odierna.

giovedì 13 gennaio 2011

Una nuova Dea
















Venere
Anno 2011
Telaio in carbonio
Gruppo Campagnolo Record Titanium

Da me assemblata partendo da un telaio full carbon monoscocca Oria (uno dei pochi produttori italiani)

mercoledì 12 gennaio 2011

Frasi celebri

La felicità è reale solo quando condivisa.
C. J. McCandless, Into the wild, film (2007)

domenica 9 gennaio 2011

Si torna a volare

Un mese da quando sono salito l'ultima volta sulla bici da corsa, due dall'ultima vera salita; la fatica è stata tanta soprattutto all'inizio, tra le nubi basse e la nebbia, ma il sole nella seconda metà della salita ha amplificato la sensazione di rinascita che mi portavo dentro. Quando la strada è uscita dal bosco ho potuto ammirare il Monte Grappa con la cima innevata in tutta la sua maestosità: certo le Alpi possono sfoggiare altitudini superiori, ma vedere il massiccio con ai suoi piedi la pianura veneta è uno spettacolo davvero imponente.
La nuova stagione è cominciata.

giovedì 6 gennaio 2011

Eppure non siamo in Siberia

Settimana di vacanza in montagna, con il meteo che non da tregua in quanto, nonostante qualche giornata limpida e serena, le temperature sono costantemente ed abbondantemente sotto lo zero. Frugo in cantina e riesumo sci, scarpe e racchette da sci di fondo, ormai dimenticate da 6 anni.
La prima giornata serve a riprendere confidenza con questo sport, nella seconda si comincia ad ingranare e finalmente, al terzo tentativo, riesco a fare un'ora e mezza a ritmi decenti, allenandomi discretamente e divertendomi parecchio. Nonostante il percorso ridotto (1,5 km) e senza particolari difficoltà altimetriche, devo dire che l'istinto mi faceva spingere al massimo nei due brevi tratti in saliti (10 metri): scalatori si nasce !

venerdì 31 dicembre 2010

Statistiche 2010

Uno degli anni in cui sono riuscito a pedalare di più e meglio; il sacrificio di levatacce (spesso alle 5.30) è stato ripagato con il superamento del muro dei 10.000 km (10.261 per la precisione) e soprattutto il record di dislivello (151.000 metri) che in passato non avevo neppure avvicinato.
Questo mi ha consentito di riuscire a fare con relativa tranquillità anche giri molto lunghi, ma il 2010 è stato anche l'anno della scoperta: nel corso della stagione sono state infatti 35 le salite inedite su cui non avevo mai pedalato.

Come ricordi particolari resta il giro in Slovenia e l'accoppiata Gavia-Mortirolo.

giovedì 30 dicembre 2010

Ciclocross a Scorzè

Alla partenza della categoria amatori siamo in parecchi, circa una quarantina, e mio cognato appassionato riconosce parecchi ex dilettanti di alto livello, ma io non sono minimamente preoccupato, perché, dopo soli 10 giorni di allenamenti, mi sono buttato in questa avventura solo con curiosità e voglia di imparare qualcosa; oltretutto quando ho provato il percorso (circa 14 min) ho perso un freno ed un pezzo del cambio posteriore, quindi davvero non ho nessuna ambizione se non quella di divertirmi.
Il via è sparato e reggo bene il primo giro (10 min), fatico nel secondo (12 min) e vado in crisi nel terzo (13.30) mentre i primi mi doppiano, con il terreno che si allenta e mi rende impossibile proseguire pedalando nei tratti più fangosi. Due volte mi devo fermare per togliere con le mani fango, erba e foglie dalla catena, mentre praticamente tutti gli altri concorrenti ad ogni mezzo giro cambiano bici lasciando al lavaggio del box il compito di rendere presentabile quella coperta di fango. Nel quarto giro (12 min) mi riprendo e supero due concorrenti, finchè, a cinquanta metri dal traguardo vengo doppiato per la seconda volta, vedendomi così risparmiato di un altro quarto d’ora di fatica. Non ho idea della classifica, anche se mi hanno detto che i ritirati sono stati parecchi; in conclusione posso dire che è stata molto molto dura ma parecchio divertente, il clima era piacevole e non potevo chiedere nulla in più viste le mie carenze atletiche e tecniche (basti considerare che ho visto un tizio che provava tra 6 diverse coppie di ruote per trovare quelle più adatte, mentre io monto copertoni da 7 euro cad. presi ad un centro commerciale).