domenica 15 giugno 2008

Gran Fondo Campagnolo 2008

Granfondo Campagnolo, ormai come tradizione l’unica gara a cui tengo davvero, ed anche quest’anno nonostante una preparazione appena sufficiente sono alla partenza attrezzato come se dovessi star via 10 giorni. Panini, barrette energetiche, vestiario pesante per l’annunciato maltempo e tanta buona volontà. Il nuovo percorso presenta una quarantina di chilometri vallonati in cui si ha modo di scaldarsi e senza strafare inizio la prima salita che vola in un attimo, discesa ad Agordo e su per il passo Duran, decisamente impegnativo e per questo lo risalgo con calma e rapporti agili. Picchiata dal versante opposto, prime rampe del passo Staulanza e cominciano forti scricchiolii al movimento centrale: nemmeno un chilometro dopo saltano i cuscinetti e le pedivelle ed i pedali cominciano a ballare a destra e sinistra.
Non ho alternative, giro la bici e scendo fino al punto di assistenza dove mi viene diagnosticata la rottura del movimento centrale. Ora, capisco che il guasto è decisamente anomalo, ma siamo alla Granfondo Campagnolo ed io non monto ne Sram, ne Stimano, monto proprio il cambio italiano, eppure non c’è il ricambio. Ci metto un’ora prima di accettare questa “sconfitta”, un’altra la passo aspettando il furgone dell’organizzazione: salgo a bordo e nonostante birre e panini che alleviano l’attesa devo aspettare che si organizzi il recupero degli assiderati, in quanto sui passi Valles e Rolle sta nevicando ! Dalle 11 in cui sono rimasto a piedi arrivo a Feltre alle 17 passate, con tanta rabbia in corpo e tanta invidia per amici e sconosciuti che arrivano stravolti sul traguardo.

martedì 10 giugno 2008

Montellomia 2008

Non esistono limiti fisici, ma soltanto paure nella nostra testa. E allora perché non provare a superarsi nonostante un livello di allenamento non certo eccellente ?
Compagno di viaggio David, più forte e allenato di me, compagno ideale per questa avventura. Luogo prescelto, il Montello, collina delle prealpi trevigiane a sud del fiume Piave, luogo di importanza militare strategica della grande guerra. La collina è a forma ellittica tagliata in lungo dalla strada dorsale ed attraversata verticalmente da 21 prese che la “tagliano” da nord a sud, di lunghezza tra 1.5 e 4 km, con pendenze medie intorno al 6% ma praticamente tutte con una prima parte superiore al 10% (punte al 17%) per poi diventare pianeggianti nella parte finale. L’obiettivo: risalire tutte quelle asfaltate in una sola giornata.
Nella prima parte superiamo parecchie tra le più impegnative, con le gambe fresche e carichi di energie, attraversando cunicoli boschivi molto suggestivi mentre la solita migrazione di lumache ci costringe ad un paio di soste per pulire i freni. La presa 14 è quella che porta a S.Maria della Vittoria, punto più alto della collina, e da qui in poi le prese diventano più lunghe ma con punte sempre meno proibitive, l’asfalto diventa sempre più sporco e rovinato; aumenta il numero delle salite superate mentre si svuotano le tasche con i nostri rifornimenti.
Giro di boa intorno all’ossario e via a ripercorre il percorso inverso. Le prese 11 e 13 Nord mi svuotano completamente, sono al limite delle energie rimaste, urge una sosta al bar per un ennesimo panino al prosciutto e 2 coca-cola. Ormai restano solo 4 prese, con la 17 e la 19 Sud tra le peggiori in assoluto. Ma il cibo sta entrando in circolo e nonostante il sole cocente il ritmo torna alto, favoriti dall’adrenalina dell’avvicinarsi del traguardo che non fa più sentire la fatica.
Alla fine saranno 30 salite, 190 km e 4000 metri di dislivello completati in poco meno di 9 ore.

domenica 1 giugno 2008

Frasi celebri

Ma tu non mangi la banana ?
No, ho ancora 2 ore per tornare a casa, se arriva la scimmia bisogna che abbia qualcosa da dargli.
Anonimi sul Montello